Expo 2015 Moroccan Pavilion Trip: 4 giorni alla scoperta delle tradizioni di Marrakech

Expo 2015 Moroccan Pavilion Trip: 4 giorni alla scoperta delle tradizioni di Marrakech

Quando si parte per un viaggio sono tante le emozioni che si mescolano. L’aspettativa, la voglia di avventura e quel senso di trepidazione per tutto quello che ci aspetta e che non possiamo ancora immaginarci.

E quando si torna a casa, anche se dopo solo 4 giorni, sono talmente tante le cose da raccontare che i ricordi si mescolano tra loro, le nuove esperienze sono ancora vivide nella memoria e la nostalgia per i posti e le persone riempie i vuoti come un dolce abbraccio.

Partire per il Marocco è stato molto particolare, non è il mio primo viaggio nel Nord Africa, ma sicuramente è stato il più intenso per la particolarità di questo paese, dove così tante influenze si sono mescolate insieme durante i secoli rendendo unico quello che possiamo trovare oggi.

Quando non ci si occupa direttamente dell’organizzazione di un viaggio, ma ci si affida a qualcun altro, la trepidazione è ancora più intensa. Lasciarsi andare, non tenere tutto sotto controllo, affidarsi e fidarsi, è un allenamento mentale che può portare ad una sola conclusione: rilassarsi e godersi il viaggio.
E’ questo lo spirito con cui ho preso il treno da Firenze diretta a Milano Malpensa dove ho finalmente conosciuto le mie compagne d’avventura, che hanno reso ancora più speciale il nostro viaggio alla scoperta del Marocco. Non posso negare che l’apprensione era alta anche per l’incontro delle blogger che avrebbero condiviso con me questa esperienza, ma i miei timori si sono presto trasformati in vacui ricordi ed è bastato un attimo per trovare in loro della amiche che non lasceranno facilmente il mio cuore.

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Siamo atterrate all’aeroporto di Menara e ho capito subito che Marrakech ci avrebbe riservato non poche sorprese. L’architettura dell’aeroporto è moderna e ispiratrice, con una bellissima costruzione di vetri circondati da una struttura bianca colossale, da far invidia a molti aeroporti nostrani.

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Ristorante Dar Rhizlane

I nostri accompagnatori locali ci hanno dato il benvenuto facendoci vivere subito l’atmosfera del Marocco con una cena esclusiva al ristorante Dar Rhizlane. Abbiamo gustato piatti tipici, come il tajine e una grande varietà di piccoli assaggi, nel cortile interno a bordo della piscina blu cobalto illuminata per noi, circondati dagli alberi di arancio e dalla maestosa bellezza di questo palazzo da mille e una notte dove è anche possibile soggiornare.

Riad Ayadina

Il primo giorno di viaggio ha avuto la sua degna conclusione quando siamo arrivate al Riad Ayadina, che ci ha ospitato per il nostro soggiorno in Marocco. Avevo sentito parlare della bellezza dei Riad, queste abitazioni private caratterizzate da un cortile centrale e adesso reindirizzate all’uso come alberghi o ristoranti. Ma un conto è sentirne parlare, un conto è immergersi nella magia di quelle mura dove sembra che il tempo si sia fermato e tutto resta scolpito come in un incantesimo.
Quando abbiamo varcato la soglia del Riad Ayadina era già passata la mezzanotte, le luci erano soffuse e il silenzio regnava sovrano, rendendo ancora più solenne l’impatto della bellezza di ogni particolare.
Ogni camera è unica nel suo genere, caratterizzata da un tema e da un colore predominante. Quando ho varcato la soglia della mia stanza sono stata avvolta da un blu intenso alle pareti, dove il letto bianco a contrasto dava l’effetto di una nuvola sospesa nel cielo.

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Riad Ayadina

La prova che non era solo un sogno, ma che ero davvero nel letto di un Riad da sogno nel mezzo di Marrakech è arrivata alle 6 di mattina, quando una sirena dal minareto della moschea ha annunciato il momento della preghiera.

Ogni attimo del viaggio in Marocco è stato scandito dalla comprensione di un frammento delle loro tradizioni caratterizzate da così tante influenze durante i secoli, che hanno reso la cultura di questo luogo sfaccettata e unica.

La cerimonia del tè, Amlou e Meloui

Non sarebbe Marocco senza i ripetuti momenti dove si assiste alla cerimonia del tè. Sia a colazione, sia a pranzo che in un momento di relax durante la giornata, il tè alla menta accompagna ogni portata di cibo marocchino, servito con maestria in una bellissima cerimonia dove la particolarità è proprio il modo in cui viene versato il liquido.

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Colazione Marocchina sulla terrazza del Riad Ayadina

Il primo tè alla menta lo abbiamo assaggiato durante la colazione tipica servita sulla terrazza del Riad, che può essere dolce o salata ma è sempre caratterizzata dalle Meloui, queste particolari crépes che vengono servite o con il miele, oppure riempite da straccetti di carne. Buonissime in ogni loro versione.

E se preferite puntare sul dolce, allora non potete perdervi Amlou, soprannominata la nutella marocchina, una crema a base di mandorle con olio di argan e miele che vi delizierà accompagnata con il pane.

Uscite dal Riad Ayadina dopo colazione, ci siamo subito catapultate alla scoperta di Marrakech, dove in ogni momento eravamo sotto la guida del minareto della moschea che sovrasta tutta la città.
Il nostro tempo è stato purtroppo limitato, ma se avete modo di visitare la città con calma il consiglio è quello di armarvi di scarpe comode e lanciarvi alla scoperta dei piccoli vicoli che caratterizzano la Medina.

Le tombe Sadiane e Palazzo Bahia

La nostra prima tappa sono state le tombe della dinastia Sadiana che regnò su queste terre durante il 1500 e il 1600. Scoperte solo nel 1917 e poi restaurate, rappresentano il mausoleo dove sono sepolti gli esponenti della dinastia Sadiana e diversi membri di spicco della società fino al 1700, i soldati e servi della famiglia. Questo spazio si è protetto dai saccheggi molto probabilmente perché accessibile solo attraverso un passaggio segreto, sono rimaste così inalterate nel tempo le bellissime pareti di piastrelle zellige tipiche della cultura berbera marocchina e le colonne decorate in stucco con arabeschi.

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Tombe Sadiane

Altro luogo ricco di magia e splendore da non perdere è il palazzo Bahia, che prese il nome dalla moglie preferita del vizir. E’ esteso su un’area di 8 ettari e caratterizzato da vari giardini e cortili interni. Sarà piacevole passeggiare tra le sue numerose stanze riccamente decorate con marmo, legno di faggio e di cedro sui soffitti, stucco e piastrelle zellige.

Jāmiʿel-Fnā e i Suq in un mondo di colori

Non potete dire di aver visitato Marrakech senza aver visto il vero e proprio cuore della città, il fulcro della vita quotidiana della maggior parte degli abitanti. La piazza Jāmiʿel-Fnā, di giorno caratterizzata da un vasto mercato all’aperto, di sera viene tramutata in un luogo di incontri e di divertimento con bancarelle di cibo, musicanti, cantastorie e incantatori di serpenti.
E’ stata la degna conclusione del nostro pomeriggio a passeggio tra i vicoli della medina, perse nel fascino senza tempo della città.

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Suq

E’ doveroso assaporare ogni momento ed ogni particolare trascorso per le strade ricche di negozietti, dove il colore ocra delle pareti è dominante. E’ in questi momenti che il fascino di questa cultura riesce a rapirti e ogni angolo vale la pena di essere scoperto e vissuto.

Accanto alla piazza Jāmiʿel-Fnā, continuando la passeggiata, ci siamo trovate circondate dai profumi inebrianti e dai colori vividi delle spezie. E’ stato il punto di ingresso ai Suq, i mercati coperti che si dipanano in un labirinto di stradine. Quando si entra in un mondo ricco di particolari come i Suq è difficile uscirne a mani vuote ed è qui che potrete facilmente trovare tanti souvenir da portare a casa con voi.

I giardini Majorelle

Per delle amanti del mondo della moda come noi questa è stata una tappa obbligatoria. La storia di questi giardini è dolce e travagliata, iniziò nel 1931 grazie all’artista Jacque Majorelle, che scelse di stabilirsi in Marocco e si fece costruire una villa in stile liberty dove abitare e dove raccogliere una vasta quantità di piante e cactus da tutto il mondo, la sua passione. L’elemento contraddistintivo è il blu di cui sono dipinte le parenti, una particolare tonalità di blu cobalto che ben presto è diventato proprio il blu Majorelle. Alla sua morte la villa andò in rovina, fino a quando fu acquistata proprio da Yves Saint-Laurent e da Pierre Bergé che insieme la riportarono allo splendore di un tempo.

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Giardini Majorelle

Passeggiare tra questi giardini, interrotti da specchi d’acqua e da percorsi avvolti nel verde, e pensare che proprio qui sono state sparse le ceneri del grande artista della moda, lascia un sapore dolce e amaro allo stesso tempo. Uno dei punti più belli è il ponte di legno, ovviamente dipinto di blu Majorelle, e avvolto dal verde delle piante rampicanti, oppure il cortile circondato da panchine per godersi l’aria fresca delle piante e il canto degli uccellini che le abitano.

Marrakech nasconde dei veri e propri posti magici che meritano di essere goduti.

I villaggi berberi verso l’Atlante

Ma Marrakech non è solo una città in fibrillazione, basta spostarsi dal centro per lasciarsi stupire dalla natura che la circonda, una natura forse inaspettata per il nord Africa.
Quando abbiamo preso una 4×4 per andare alla scoperta dei villaggi berberi poco fuori Marrakech tutto mi sarei aspettata di vedere tranne delle vaste colline verdi solcate da corsi d’acqua e con una montagna innevata sullo sfondo.

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La valle dei villaggi Berberi

Chi ha detto che il Nord Africa è solo deserto? Il Marocco nasconde un inaspettato panorama dai molteplici aspetti, si va da Marrakech, definita “città rossa” per le sue costruzioni in pietra arenaria, all’oasi circostante che conduce attraverso un percorso accidentato direttamente alle pendici dell’Alto Atlante, dove si trova la vetta più alta del Nord Africa.

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Resort La Roseraie

Al termine della nostra escursione ci siamo fermati in un’oasi incantata per il pranzo, circondati da piante e palme che si affacciano sulla piscina del resort La Roseraie proprio sotto la cima innevata dell’Atlante.

Mangiare a Marrakech

La cucina marocchina mi intimoriva, gusti completamente diversi da quelli a cui sono abituata, cannella, menta, spezie di ogni genere, hanno sfidato il mio palato lasciandomi sorpresa dalla bontà e dalla particolarità dei sapori. Il tajine è il piatto dominante, di carne e di verdure, caratterizzato dalla sua tipica cottura lenta e saporita e servito insieme al riso. Ma sono tanti i piatti che vi stupiranno e pranzare sarà una piacevole scoperta grazie agli assaggi che vengono portati per antipasto e serviti in delle graziose terrine colorate come nel ristorante Dar Moha (“la casa di Moha”, uno degli chef più famosi di Marrakech).

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Ristorante Dar Moha

Dar Moha è stato il ristorante che più mi ha colpito del viaggio. Dall’esterno vi vede solo una porta in questa parete bianca e liscia, un muro che nasconde al suo interno un Riad incantevole, con una fontana coperta di fiori e una piscina circondata da alberi. Passare da una delle strade caotiche di Marrakech alla pace e la tranquillità del cortile del Riad di Dar Moha è straordinario.

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Fatima e Zineb al Ristorante Jad Mahal

Se invece siete alla ricerca di un locale per la sera potrete lasciarvi tentare dal ristorante JAD MAHAL oppure dal LOTUS CLUB, entrambi caratterizzati da dei simpatici spettacoli dal vivo e che vi permetteranno di gustare una cucina internazionale di alta qualità.

MARRAKECH…

Così come sono arrivata è stato anche il momento di ripartire. Quando si sta bene i giorni volano e il tempo non è mai abbastanza per assaporare tutto quello che si vorrebbe.
Le città come Marrakech sono delle grandi scoperte di vita, di sapori, di colori e di persone. La loro irrequietezza, il movimento incessante, l’elettricità nell’aria, sono simboli di una cultura che non smette mai di prendere forma, di modificarsi e di rinnovarsi. Sono tanti i contrasti che saltano all’occhio tra moderno e tradizionale, lussuoso e modesto, ma la particolarità è che tutto questo è vissuto con estrema naturalità dalle persone.

Mi piace pensare al messaggio che si nasconde dietro alla costruzione di un Riad, che simboleggia una cultura e uno stile di vita proprio delle persone del Marocco: dall’esterno un Riad non si differenzia dall’abitazione accanto, dall’esterno non si intuisce quello che si cela dietro al muro, dall’esterno non c’è bisogno di mostrare o di enfatizzare la propria ricchezza. E’ solo entrando all’interno, prendendo qualche rischio, conoscendo ed esplorando che puoi lasciarti abbagliare dalla bellezza e dall’incanto del luogo, della città e delle persone.
Il Marocco ha tanto da offrire, e solo se si è disposti a guardare oltre è possibile assaporare fino in fondo le sue meraviglie.

Concludiamo questo viaggio indimenticabile a Marrakech con un video che speriamo vi faccia sentire più vicine alle meraviglie del Marocco!

Categorie Moroccan Trip

Sara Burresi

Giornalista Pubblicista. Creatrice e Amministratrice di MakeUpWorld.it. La sua passione per i trucchi pareggia quasi quella per il rosa. Si districa tra mille interessi e passioni, lavora nel campo medico, scrive per Android Magazine e segue corsi di canto. La sua parola d'ordine? Se vuoi, puoi!

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