Filtri solari: a cosa servono e come sceglierli – 2° tempo

Filtri solari: a cosa servono e come sceglierli – 2° tempo

Bentornate ragazze 🙂

Come promesso, eccoci con la seconda parte dell’articolo dedicato ai filtri solari (per chi si fosse perso la prima parte, eccovi qui l’articolo).

Riprendendo il discorso, c’eravamo fermate alla differenza tra filtri fisici e filtri chimici.

I filtri fisici sono contenuti principalmente nei solari eco-bio e tendono a formare una sottile patina bianca dopo averli spalmati. Possono essere micronizzati e rivestiti (anche con silicone, ma ovviamente in questo caso non saranno più ecocompatibili) ed i più comuni sono: il Biossido di Titanio, l’Ossido di Zinco, il Biossido di Silicio, il Caolino, l’Ossido di Ferro o Magnesio.
Di questi, solo il primo è presente nell’allegato VI (relativo ai filtri UV autorizzati) del Nuovo Regolamento sui prodotti cosmetici. Tutti gli altri sono ampiamente utilizzati in prodotti solari ma non possono essere dichiarati responsabili dell’azione filtrante.

BIOSSIDO DI TITANIO alias TITANIUM DIOXIDE:

E’ un minerale naturale che, una volta estratto, può contenere delle piccolissime tracce di metalli pesanti. Queste, tuttavia, non mettono a rischio la salute dell’uomo proprio per via delle loro esigue quantità.
Si trova sotto forma di polvere bianca e, grazie alla sua capacità di riflettere e disperdere la luce solare, è uno dei filtri fisici più utilizzati nei prodotti solari, in grado di offrire protezione sia nei confronti dei raggi UVA che UVB.
Avendo una pigmentazione bianca, ha lo svantaggio di lasciare un’antiestetica patina biancastra sulla pelle. Per questo motivo viene ormai largamente utilizzato in forma micronizzata. Si riduce, cioè, il diametro delle particelle che lo compongono fino alle dimensioni di nanoparticelle (< 100 nm) e, per evitare l’agglomerazione delle microparticelle per attrazione elettrostatica, il filtro viene poi rivestito con allumina, stearati o siliconi e/o predisperso in un veicolo adatto.
Ciò però comporta da un lato, un aumento della capacità riflettente nei confronti delle radiazioni UVB (in seguito ad un aumento della superficie specifica), e dall’altro una riduzione della capacità riflettente nei confronti degli UVA (e per questo viene sempre accompagnato da un filtro più efficace nella protezione dai raggi UVA).
Nella sua forma in polvere, in seguito all’esposizione solare, l’attività fotocatalitica innesca delle reazioni chimiche che generano radicali liberi, dannosi per la pelle. Un evidente controsenso! Ciò che dovrebbe contrastare la formazione di radicali liberi sotto la luce solare, in realtà è la prima causa di formazione di questi!
Le soluzioni a questo problema sono 3: o accompagnare il filtro con antiossidanti, in grado di contrastare i radicali, o utilizzarlo in forma micronizzata o utilizzarlo con aggiunta di manganese (in questo caso prende il nome di Optisol). Tuttavia è difficile capire quale venga utilizzato, visto che l’INCI è sempre lo stesso.

Ecco un grafico che ci aiuta a capir meglio quanto esposto, indicando il valore dei radicali liberi creati:
– Linea verde: Biossido di Titanio non rivestito
– Linea fucsia: Biossido di Titanio rivestito
– Linea blu: Optisol

L’uso del Biossido di Titanio nei solari è consentito, secondo la direttiva europea in campo cosmetico, con un limite massimo di concentrazione pari al 25%.
NB: Per una completa informazione, segnalo che recenti studi scientifici (2006) hanno sollevato dubbi circa la pericolosità delle nanoparticelle, in grado di penetrare facilmente nella pelle e provocare importanti danni da accumulo. Tuttavia sono ancora in corso studi di approfondimento.

OSSIDO DI ZINCO alias ZINC OXIDE:

Polvere bianca dalla granulometria fine insolubile in acqua, ma solubile in acidi o basi. Grazie alla sua capacità di formare una barriera protettiva sulla cute, ha proprietà anti-irritative. E’ anche capace di riflettere e disperdere le radiazioni solari di tipo UVA.
Anch’esso ha lo svantaggio di lasciare uno strato bianco quando viene applicato sulla pelle e, per ridurre tale fenomeno, anch’esso può essere ridotto in nanoparticelle rivestite, per evitare reazioni fotocatalitiche.
NB: Seppur in passato è stato molto utilizzato come filtro UV, la Commissione Europea non l’ha mai inserito tra gli ingredienti autorizzati nella direttiva cosmetici 76/88/CEE. Quindi la sua azione filtrante non può essere vantata in etichetta.

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I filtri chimici, invece, mimano il meccanismo della melanina essendo efficaci nell’assorbire energia elettromagnetica e nel restituirla sotto forma di altra energia. Possono essere responsabili di reazioni di irritazione, sensibilizzazione, fototossicità e fotoallergia. Hanno diversa derivazione (acido cinnamico, canfora, acido amminobenzoico, di-benzoilmetano, ecc) si distinguono in fotostabili (la molecola, dopo l’eccitazione, torna allo stato fondamentale senza perdere la propria capacità assorbente) e fotoinstabili (con l’irradiazione la molecola subisce trasformazioni strutturali che ne alterano le caratteristiche filtranti e la capacità protettiva).

FILTRI CHIMICI FOTOSTABILI:

OCTOCRYLENE:

Filtro solare appartenente alla famiglia dei cinnammati, si presenta come un olio viscoso di colore giallo insolubile in acqua ma miscibile con la maggior parte degli oli cosmetici. Per questo viene preferito nelle formulazioni resistenti all’acqua o idrorepellenti.
Il suo utilizzo è consentito fino a concentrazioni del 10% ed è inserito nella Direttiva Europea di cui parlavamo prima con il nome di 2-cyano-3,3-diphenyl acrylic acid o 2-ethylhexyl ester.

Come mostra il grafico, è più efficace contro i raggi UVB. Per questo viene solitamente abbinato ad un filtro specifico per gli UVA.

MEXORYL®:

Con questo nome si suole indicare un gruppo di filtri UV, i più comuni dei quali sono:
Drometrizole trisiloxane (Mexoryl® XL)
Ecamsule (Mexoryl® SX, terephthalylidene dicamphor sulfonic acid)
Il primo è un filtro UVB, mentre il secondo, derivato della canfora, è un filtro UVA. Entrambi sono molto efficaci e sono solitamente utilizzati insieme, per un effetto sinergico nella protezione. Sono largamente utilizzati in Europa e Canada ed esclusivamente nei prodotti L’Oréal, che ne possiede il brevetto. E’ stato dimostrato che entrambi non vengono assorbiti dalla pelle e che garantiscono una reale protezione dai danni dei raggi UV. Addirittura si parla di una completa protezione dai raggi UVA e da gran parte di quelli UVB! Tuttavia dev’essere combinato con altri filtri attivi per avere una valutazione di SPF ufficiale.

TINOSORB:

Così come per il filtro precedente, anche il Tinosorb è un nome che individua diversi filtri, quali:
Bemotrizinol (Tinosorb S)
Bisoctrizole (Tinosorb M)
Il Tinosorb S, conosciuto anche come Bis-Ethylhexyloxyphenol Triazine, è un filtro chimico che appartiene alla famiglia delle idrossi fenil triazine. Viene utilizzato sia nei solari che nelle creme da giorno e si presenta come una polvere gialla, solubile in oli cosmetici polari e insolubile in acqua. E’ un filtro ad ampio spettro, quindi fornisce protezione sia nei confronti delle radiazioni UVB sia di quelle UVA. Non viene assorbito dalla cute.Alcuni studi hanno dimostrato che non possiede effetti estrogenici in colture cellulari e raramente causa allergie e irritazioni. Ha quindi un buon profilo tossicologico anche se, essendo un filtro di recente acquisizione, mancano studi sull’uomo a lungo termine. In Europa e in Australia può essere impiegato nei cosmetici ad una concentrazione massima del 10%, mentre invece non è approvato negli USA.

Il Tinosorb M, chiamato anche Methylene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol, protegge sia dai raggi UVB che da quelli UVA ed è l’unico filtro prodotto in microparticelle, come l’ossido di zinco ed il biossido di titanio. Come il precedente, non viene assorbito dalla pelle e non agisce in maniera estrogena. Ma vale lo stesso discorso fatto in precedenza. Non può essere utilizzato in concentrazioni superiori al 10%.

ISCOTRIZINOL alias DIETHYLHEXYL BUTAMIDO TRIAZONE

Venduto anche con il nome di Uvasorb HEB da 3V Sigma, è un assorbitore di raggi UV a largo spettro; quindi è in grado di assorbire sia gli UVA che gli UVB. La SCCNFP (European Commission’s Scientific Committee on Cosmetic Products and Non-Food Products) ha condotto una valutazione sulla sua sicurezza del suo utilizzo, giungendo alla conclusione che ad una concentrazione massima del 10% non costituisce un rischio per la salute, dal momento che non genera irritazioni nè sensibilizza ed il suo assorbidemnto è molto basso.

OCTYL TRIAZONE alias ETHYLHEXYL TRIAZONE

Conosciuto anche con il nome commerciale di Univul T150® e venduto da BASF, si presenta sotto forma di polvere bianca, solubile esclusivamente in oli polari. Presenta un’elevata affinità per la cheratina della pelle e quindi buone proprietà di resistenza all’acqua. Si tratta di un filtro UVB, quindi è spesso utilizzato in associazione ad altri filtri UVA, per una protezione più completa. Si inserisce nella fase grassa delle emulsioni e può essere impiegato nei cosmetici ad una concentrazione massima del 5%. Non è approvato in USA e Giappone

METOSSICINNAMATO alias OCTYL METHOXYCINNAMATE/ETHYLHEXYL METHOXYCINNAMATE

Derivato dall’acido cinnamico e conosciuto anche con il nome commerciale di Uvinul MC80®, sempre di proprietà BASF, questo filtro è utilizzato sia dei solari che nei prodotti per labbra. E’ un liquido di colore chiaro insolubile in acqua e ripara principalmente dai raggi UVB e solo da alcuni raggi UVA. Può essere utilizzato ad una concentrazione massima del 10%, così come riportato nella Direttiva Europea. Pur essendo fotostabile, in co-presenza destabilizza l’Avobenzone. Il tutto viene però ristabilizzato aggiungendo Octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb.
Sono stati compiuti diversi studi sul suo conto e tra tutti sembra quello più problematico. E’ stato infatti dimostrato che questo filtro agisce come un ormone, avendo un’azione estrogena. Uno studio effettuato sui ratti nel 2011 ha evidenziato, infatti, che a dosi simili a quelle utilizzate nei solari, i ratti maschi presentavano dei livelli più bassi di testosterone ed un peso dei testicoli inferiore.
Nonostante la Comunità Europea sostiene che la dose prevista nella direttiva non produca questi effetti, consiglio di evitare, se possibile, questo composto.

FILTRI CHIMICI NON FOTOSTABILI:

AVOBENZONE alias BUTYL METHOXYDIBENZOYLMETHANE

Conosciuto anche come Parsol 1789, l’Avobenzone si presenta come un olio solubile che garantisce una protezione soprattutto dalle radiazioni UVA. E’ un derivato del di-benzoilmetano e non è un filtro fotostabile. Quindi, per assicurare una protezione effettiva e per non generare radicali è necessario che venga abbinato ad altri filtri UV capaci di stabilizzarlo, quali: Octocrylene, Mexoryl, Tinosorb, Diethylhexyl Syringylidene Malonate, Diethylhexyl 2,6-Naphthalate, ecc.
E’ incompatibile con formaldeide, con molecole cessori di formaldeide (come alcuni conservanti) e con i metalli pesanti.
In Europa è stato autorizzato per l’impiego nei prodotti solari con un limite massimo di concentrazione del 5%.

ETHYLHEXYL SALYCILATE

Si potrebbe trovare ancora con la sua vecchia denominazione, Octyl Salicylate, ed è un modesto filtro chimico UVB che si presenta sotto forma di liquido giallognolo dall’odore floreale, solubile sia in oli di origine vegetale che minerale. Presenta un’elevata affinità per la cheratina della pelle e quindi buone proprietà di resistenza all’acqua. Può essere impiegato nei cosmetici ad una concentrazione massima del 5%.
E’ un esaltatore di penetrazione, aumentando dunque la quantità degli ingredienti che passa attraverso la pelle. Si stabilizza in co-presenza con Ethylhexyl Triazone, Tinosorb M o S, Octocrylene, o Mexoryl.

La lista dei filtri UV non si esaurisce qui. Ce ne sono molti altri che sono stati a lungo oggetto di studio e di cui sconsiglio l’utilizzo nonostante siano ancora ammessi tra i filtri UV dalla direttiva europea.

4-Methylbenzylidene camphor

Diversi studi hanno sollevato la questione che il 4-MBC si comporti come un distruttore endocrino. I ricercatori europei, infatti, sono preoccupati per le conseguenze che questo composto possa apportare, quali ipertiroidismo, disturbi ormonali, bioaccumulo, ecc. Uno studio in Svizzera ha addirittura mostrato una significativa crescita uterina nei roditori immaturi, anche alla percentuale ora ammessa del 4%.

Octyl Dimethyl PABA (OD-PABA)

E’ ammesso in concentrazioni che non superino l’8%, ma si sospetta abbia un’azione estrogena, danneggi il DNA e causi reazioni allergiche. Inoltre è risultato fotocarcinogenico per topi e ratti, sebbene test in vitro hanno confermato che riduca l’insorgere di tumori indotti dai raggi UV. ma quanto il gioco vale la candela?

Benzophenone-3(Bp-3)/Oxybenzone

La dose ammessa è al massimo del 10%, tuttavia è considerato uno dei peggiori filtri UV in quanto genera radicali liberi, si accumula per via sistemica, penetra attraverso la cute ed interferisce con l’attività degli estrogeni, secondo studi in vitro ed in vivo.
Abbiamo già parlato di questo ingrediente nella nostra rubrica qui, quindi se volete saperne di più non vi resta che cliccare 🙂

Homosalate (HMS)

Anch’esso è ammesso fino al 10%, nonostante studi dimostrino che svolga un’azione estrogenica. E’ un esaltatore dell’assorbimento cutaneo e forma metaboliti tossici.

In ogni caso, attente sempre all’etichetta!!! Se un solare contiene troppo alcool, ne sconsiglio l’utilizzo, dal momento che quest’ultimo apre la via alla penetrazione anche ad ingredienti che normalmente non riescono!

Spero che abbiate trovato interessante l’argomento. Rimango a vostra completa disposizione per domande, maggiori informazioni o richieste 😉



Fonti: saicosatispalmi, wikipedia, my-personaltrainer

Categorie Inci Analyzer, Solari

Laura Floriddia

Author per MakeUpWorld. La sua passione per il make-up è nata per caso, guardando video in inglese su youtube per migliorare ulteriormente il suo ascolto ed il suo lessico. Da allora il suo portafoglio non ha avuto tregua! Ama vivere a pieno le sue giornate e collezionare sempre nuove esperienze. Inguaribile sognatrice e romantica, ha finalmente iniziato i preparativi per il suo "grande giorno". Il suo motto? "Love life and live for love".

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