Filtri solari: a cosa servono e come sceglierli – 1° tempo

Filtri solari: a cosa servono e come sceglierli – 1° tempo

No ragazze, non mi sono ammattita! 🙂

So che l’estate è finita già da un pezzo e che probabilmente questo articolo potrebbe risultare un tantino fuori luogo, ma volevo togliere un po’ di polvere a questa rubrica, accantonata ormai da troppo tempo, parlando di qualcosa di veramente importante per la nostra pelle.
Inoltre, le nostalgiche dell’estate, potranno sognare le calde spiagge per qualche minuto 😉

So che ancora troppa gente sottovaluta l’importanza di una protezione solare nella vita di tutti i giorni e, soprattutto, durante il periodo estivo. Ma proteggere la pelle con dei filtri solari è fondamentale per salvaguardarci dall’invecchiamento e dagli altri danni causati dall’eccesiva esposizione solare.

La luce solare è infatti costituita da:
– luce visibile (40%), che conferisce i colori all’ambiente
– raggi infrarossi (50%), responsabili della sensazione di calore sulla nostra pelle
raggi ultravioletti (10%), radiazioni di lunghezza d’onda tra i 100 ed i 400 nm, definiti con il termine di derivazione latina “oltre il violetto” perchè compresi tra il violetto, colore visibile con la lunghezza d’onda più corta, ed i raggi X.

Come abbiamo già accennato, i raggi UV sono causa di eritemi, scottature e tumori cutanei; ma non dimentichiamoci che sono indispensabili perchè favoriscono la sintesi di vitamina D, importantissima per la salute delle ossa e per la proliferazione e differenziazione cellulare.

Si distinguono tre tipi di raggi ultravioletti, a seconda della loro lunghezza d’onda:

raggi UVA; hanno la lunghezza d’onda più lunga (tra i 315 ed i 400 nm), rappresentano il 90% dell’irraggiamento UV che raggiunge la superficie terrestre e sono in grado di passare attraverso i vetri e penetrare negli strati più profondi della pelle. In realtà sono i meno dannosi a livello di scottature, ma sono comunque i principali responsabili dell’invecchiamento precoce della pelle, della cataratta e del proliferare di macchie ed eritemi. Provocano un’immediata abbronzatura, detta pigmentazione diretta, che è più intensa nei soggetti con carnagione scura e che è altrettanto rapida nello svanire perchè non è dovuta alla produzione di nuova melanina.

raggi UVB; hanno una lunghezza d’onda media (tra i 280 ed i 315 nm), rappresentano il 10% dell’irraggiamento UV che raggiunge la crosta terrestre e non riescono a passare attraverso i vetri delle finestre. Anche se non riescono a penetrare più in profondità dei precedenti, sono i diretti responsabili dell’abbronzatura, scientificamente detta pigmentazione indiretta, e ad alte intensità possono danneggiare gli occhi (congiuntivite, secchezza oculare, ecc) e le fibre di collagene, accelerando l’invecchiamento. Sono ritenuti una delle cause principali dei melanomi perchè ionizzano le molecole di DNA delle cellule della pelle, inducendo basi adiacenti di timina a formare legami covalenti. Due basi adiacenti di timina, però, non si legano in modo normale e causano una distorsione dell’elica del DNA, interferendo con il funzionamento del DNA. Il tutto porta facilmente a delle mutazioni, che spesso sfociano, appunto, in episodi di cancro.

raggi UVC; hanno una lunghezza d’onda corta (tra i 100 ed i 280 nm) e sono i raggi UV più nocivi perchè distruggono il nucleo cellulare e, quindi, uccidono le cellule. Per fortuna, non sono in grado di raggiungere la Terra perchè vengono trattenuti dalla fascia di ozono dell’atmosfera.

In pochi lo sanno, ma in realtà il nostro corpo ha già una sorta di sistema di protezione. Infatti, sotto l’azione dei raggi del sole:
– lo strato corneo si ispessisce ed è in grado di riflettere, trasmettere e assorbire una parte dei raggi UV
– la produzione di melanina aumenta e, comparendo l’abbronzatura, si forma uno scudo che protegge la pelle
– il sudore ha un’azione anti-UV.

Tuttavia, questo sistema di autoprotezione è insufficiente e deve essere integrato con l’utilizzo di ulteriori protezioni.
E così, dopo una luuunga ma doverosa introduzione, arriviamo al nocciolo della questione: cosa sono i filtri solari? A cosa servono?

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I filtri solari possono essere divisi in:

Filtri Fisici
Filtri Chimici

Mentre i primi si limitano semplicemente a “riflettere” i raggi solari, i filtri chimici sono costituiti da molecole che riescono ad assorbire la radiazione, per poi rilasciarla sotto forma di calore, evitando che la pelle rimanga a contatto con i raggi stessi.

Il potere assorbente e schermante dei filtri si misura attraverso l’Assorbanza ed il fattore di protezione SPF è il rapporto tra la minima dose eritematica della pelle protetta dal filtro solare e la minima dose eritematica della pelle non protetta.

Possono essere utilizzate, in aggiunta, delle sostanze coadiuvanti che hanno debole azione filtrante, ma che combinate con i filtri solari ne potenziano l’effetto. Questi sono estratti di Frangola, Cascara, Camomilla, Iperico, Elicriso, Burro di Karitè, Olio di Avocado, Sesamo, Oliva, Riso e Bergamotto.

Per essere efficaci, è necessario che i filtri solari siano fotostabili, cioè che mantengano la loro efficacia durante tutta l’esposizione alla luce solare, che proteggano da ogni tipo di radiazione UV, che non siano irritanti e che abbiano un alto valore di Assorbanza.

Visto che l’argomento è abbastanza ricco e c’è ancora molto da dire, ho deciso di dividere in due l’articolo.
Nella seconda parte esamineremo uno per uno i vari filtri, sia fisici che chimici.
Alla prossima puntata 😉



Fonti: viveremeglio, saicosatispalmi

Categorie Inci Analyzer, Solari

Laura Floriddia

Author per MakeUpWorld. La sua passione per il make-up è nata per caso, guardando video in inglese su youtube per migliorare ulteriormente il suo ascolto ed il suo lessico. Da allora il suo portafoglio non ha avuto tregua! Ama vivere a pieno le sue giornate e collezionare sempre nuove esperienze. Inguaribile sognatrice e romantica, ha finalmente iniziato i preparativi per il suo "grande giorno". Il suo motto? "Love life and live for love".

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