Parabeni: nocivi o sicuri?

Parabeni: nocivi o sicuri?

E rieccoci con l’ennesima lezione sulla lettura delle etichette!!!

Oggi vi parlo dei parabeni, i più diffusi tra i conservanti.

Come già ho anticipato, i parabeni sono dei composti chimici usati principalmente nei cosmetici, nei farmaci e (meno di frequente) negli alimenti, come conservanti, grazie alle loro proprietà batteriche e funghicide.

I sei principali tipi che possiamo trovare nelle formulazioni in commercio sono:

methylparaben

ethylparaben

propylparaben

butylparaben

isobutylparaben

benzylparaben.

La loro efficacia, combinata al loro basso costo, ci fa subito capire come mai siano usati così spesso.
Tuttavia, l’utilizzo dei parabeni è diventato oggetto di controversia e alcuni sostengono la necessità di evitarne l’uso quotidano. Vediamo di fare un po’ di chiarezza, visto che sul web circolano anche troppe cavolate in merito! Il motivo è ovvio…business.

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Nel giugno 2004 l’Afssaps (Agenzia Francese della Sicurezza Sanitaria dei Prodotti Sanitari), in collaborazione con l’Afssa (Agenzia di Sicurezza Sanitaria dell’Alimentazione) e l’InVS (Istituto di Vigilanza Sanitaria), ha organizzato una commissione di esperti con lo scopo di valutare la sicurezza d’uso di queste sostanze.
Sulla base delle analisi effettuate, sembra che i parabeni siano composti poco tossici e ben tollerati, sebbene in alcune persone possano indurre la comparsa di reazioni allergiche.

Tuttavia, recenti studi condotti dalla Dott.ssa Darbre e da un team di ricercatori dell’Università di Reading, hanno stabilito che questi conservanti possono essere causa di una lieve alterazione della funzionalità del sistema endocrino.  Secondo gli accertamenti fatti, i parabeni avrebbero la capacità di accumularsi nei tessuti e soprattutto nelle ghiandole (mammarie), mimando l’azione degli estrogeni. Per questo sono stati sospettati di causare il tumore al seno.

Nulla di provato però! Ed anche il sospetto stesso è alquanto relativo, poichè è associato al comportamento estrogenico dei parabeni. Ma anche tantissimi estratti erbali sono estrogenici o fitoestrogeni!!!

Sono stati invece osservati effetti tossici del propylparaben e del butylparaben sulla riproduzione in ratti giovani. Gli studi che hanno evidenziato tale effetto sono stati realizzati a dosi di parabeni compatibili con le esposizioni umane e suggeriscono un rischio potenziale per la fertilità maschile. Non è stato osservato alcun effetto con gli altri.
Il gruppo di esperti ha indicato che sono quindi necessari studi complementari sulla tossicità, a livello riproduttivo, in modo da valutare in modo appropriato il rischio legato all’uso dei due conservanti (reversibilità degli effetti).

Un altro studio è stato condotto per verificare la relazione fra parabeni e danneggiamento cutaneo. Un team di ricerca giapponese ha applicato il metylparaben sulla pelle dei soggetti sottoposti al test in quantità simili a quelle contenute nei prodotti cosmetici. Successivamente la pelle è stata esposta a 30 millijoules di raggi ultravioletti per centimetro quadrato, una quantità pari a quella media di esposizione durante la stagione estiva.
Dal test è risultato che circa il 19% delle cellule cutanee esposte era morta, mentre il tasso di mortalità delle cellule cutanee dove non era stato applicato il metilparabene era di circa il 6%. Per questo in paesi come Giappone ed USA il filtro solare PABA è da tempo proibito.
Eppure anche in questi paesi dove il PABA è limitato come filtro solare, i parabeni sono tranquillamente usati come conservanti cosmetici perchè, ai dosaggi dei conservanti, non sono considerati fototossici o fotoreattivi.

Tant’è che i parabeni non rientrano nelle direttiva dell’UE del 2003 in materia di cosmetici e sostanze che non dovrebbero essere utilizzate.

E’ vero però che l’uso dei parabeni non è necessario, essendo presenti in natura molti altri conservanti. Per questo sono d’accordo con una limitazione dell’uso dei parabeni in generale, specialmente del Propylparaben e Methylparaben, utilizzando altri conservanti.  

E sembra essere d’accordo anche l’industria cosmetica che progressivamente sta operando queste sostituzioni. 

Ciò che non condivido è il tanto allarmismo che se ne sta facendo, visto che non ci sono ancora studi che possano confermare le varie tesi.

Spero di aver fatto luce sulla questione e vi prego di non lasciarvi abbindolare sempre da ciò che leggete sul web.

Fonti: “l’angolo di lola” e “naturmedica”

Categorie Inci Analyzer

Laura Floriddia

Author per MakeUpWorld. La sua passione per il make-up è nata per caso, guardando video in inglese su youtube per migliorare ulteriormente il suo ascolto ed il suo lessico. Da allora il suo portafoglio non ha avuto tregua! Ama vivere a pieno le sue giornate e collezionare sempre nuove esperienze. Inguaribile sognatrice e romantica, ha finalmente iniziato i preparativi per il suo "grande giorno". Il suo motto? "Love life and live for love".

Commenti

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4 Commenti

  1. Deliverance
    Rispondi novembre 20, 20:43 #1 Deliverance

    Giusta analisi…
    Infatti, la formulazione dei prodotti cosmetici è composta da componenti chimici in quantità talmente basse e poco concentrate da risultare sicure…(non a caso ci sono state anche le famose leggi che vietano la sperimentazione animale dei componenti chimici e di prodotti cosmetici finiti)
    Perchè dico questo…
    Il cosmetico a differenza di un medicinale è concepito per non creare alterazioni o reazioni cosa che invece il medicinale o un prodotto farmaceutico devono fare (con tanto di effetti indesiderati).
    Le eventuali reazioni di fastidio o allergiche che potrebbero verificarsi in alcuni casi, sono addebitabili a mille possibili varianti diverse e non solo alla diretta formulazione di un cosmetico realizzato ad opera d’arte…
    Di conseguenza moltissimi allarmismi (propagandati da sedicenti guru della salute che vanno e vengono) vanno presi con le pinze e moltissime notizie effettuate da ricerche più o meno atendibili vanno anche prese con le molle…
    Se molte ragazze analizzassero con lo stesso metro di misura i coloranti dei vestiti, i collanti o moltissimi tessuti sintetici delle scarpe o di oggetti che portano quotidianamente a contatto con la pelle….capirebbero (con loro immenso stupore) che gli INCI (tra l’altro tutti a norma e regolamrente aggiornati) sono veramente una passeggiata di salute…

  2. Umberto Coppola Bottazzi
    Rispondi dicembre 03, 19:08 #2 Umberto Coppola Bottazzi

    Ho usato per qualche anno un collirio (una goccia al giorno per occhio). Successivamente sono passato, d’intesa con l’oculista, al generico e dopo una ventina di giorni ni è comparsa una dermatite perioculare la cui causa non era apparsa evidente. Esaminando, però, i due colliri ho visto che il generico contiene aanche etanolo. Ho seguito comunque la cura del dermatologo e frattanto ho abbandonato il generico, Trascorsi una ventina di giorni, a seguito di una scottatira, ho spruzzato sulla mano un noto prodotto: dopo alcune ore è ricomparsa la dermatite perioculare con prurito. Il preparato usato conteneva etanolo. Nuova terapia e guarigione. Troovandomi in casa un noto sapone da barba, diverso da quello dei barbieri da me normalmente usato e frattanto finito, sono ricorso all’altro: ricomparsa della dermatire con fastidioso prurito: contiene ethylparabene. Col passare degli anni evidentemente si diventa più sensibili. Anche quel sapone è stato buttato.

  3. Eb2155
    Rispondi marzo 16, 01:56 #3 Eb2155

    Controllo le etichette di tutti i prodotti che uso e sinceramente, nessuno dei componenti delle mie creme e del deodorante che uso contiene alcuna parola che termini con paraben….

  4. Giocestil
    Rispondi aprile 16, 00:22 #4 Giocestil

    Per sapere di più sui parabeni nei cosmetici consiglio:

    http://www.risparmiato.com/bellezza-e-salute/i-parabeni-nei-cosmetici

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